29 Marzo, il giorno in cui iniziamo a ‘mangiare’ la terra

Arriva l’Italy Overshoot Day. Il giorno in cui spendiamo tutto il nostro salario naturale.

 Di Dario Faccini

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Ogni anno cade una giornata particolare all’inizio della primavera. E’ l’Italy Overshoot Day, la giornata in cui gli italiani arrivano a consumare tutta la produzione rinnovabile naturale della Penisola per quell’anno. Nella restante parte dell’anno verrà intaccato il capitale naturale italiano, sotto forma di Biosfera danneggiata e accumulo di inquinamento. In altre parole, inizieremo a mangiarci la terra.

Quest’anno la giornata cade il 29 Marzo.

E’ una data simbolica e piuttosto significativa, visto che il più famoso Earth Overshoot Day, cade in estate, cioè il doppio del tempo dopo. Insomma, il Belpaese sfrutta la Biosfera ad una velocità doppia della media mondiale e ad una quadrupla rispetto la capacità di rigenerazione naturale del suo territorio.

Per fare un paragone, è come se avessimo in Banca un bel capitale (naturale) che frutta interessi cospicui (risorse rinnovabili). Soltanto che le nostre spese (impronta ecologica) sono così elevate che già dopo tre mesi gli interessi sono stati tutti spesi e per arrivare alla fine dell’anno siamo costretti a ritirare parte del capitale.

E questo avviene nonostante la nostra impronta ecologica (la spesa) sia scesa significativamente a partire dal 2006, anche grazie alla stagnazione economica. L’Italia infatti rimane al diciottesimo posto al mondo per insostenibilità e al quinto in Europa (dopo Lussemburgo, Belgio, Olanda e Svizzera).

Il motivo di una così poco invidiabile posizione è dovuto a tre fattori:

  1. elevato numero di abitanti che …
  2. …insistono su un territorio scarsamente produttivo per via dell’orografia e …
  3. …un uso eccessivo dei combustibili fossili.

Ben il 60% dell’impronta ecologica italiana è infatti dovuta alle emissioni di gas serra, che hanno bisogno di ampie zone naturali per il loro riassorbimento.

Se avessimo a disposizione 4 copie dell’Italia non ci sarebbe problema. Ma invece ne abbiamo solo una.

E a quanto pare non sappiamo custodirla a dovere.

 

 

 

 

Pubblicato in TERRA

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