Come applicare il principio di precauzione

Riguardo al “quando” il principio di precauzione debba essere applicato, direi che deve esserlo tutte le volte in cui un soggetto giuridico usa un nuovo prodotto o invenzione.

O meglio la legge deve prevedere che chiunque crea un danno deve pagarne le conseguenze.
Il concetto e’ talmente evidente che sembrerebbe assurdo doverlo ripetere o evidenziare. Non si capisce perche’ le invenzioni o le scoperte (la loro applicazione) non debbano rientrare in questa categoria di fatti giuridici.


Direi che le categorie dei danni si possono dividere in quelle per le quali e’ obbligatoria l’assicurazione e quelli per i quali non lo e’.
Se si rendesse obbligatoria l’assicurazione per i danni che possono essere prodotti da una nuova invenzione, si avrebbe automaticamente:

1) che il soggetto giuridico che commercializza l’invenzione deve caricare il costo dell’assicurazione sul prezzo di vendita e quindi l’uso sarebbe limitato dal prezzo e il danno sarebbe probabilmente meno esteso e potrebbe essere comunque reintegrato.

2) Oppure l’assicurazione (che valuta il rischio) e’ troppo alta e quindi il soggetto non potendola pagare non commercializzerebbe il bene.
Questo rappresenterebbe quindi un filtro automatico (che il mercato automaticamente porrebbe) per tutti i rischi che superano certi valori.
In questa epoca in cui si tende a considerare il mercato come il regolatore dei rapporti umani, non applicare il principio di precauzione nel senso sopra indicato, cioe’ ripeto, non rendere obbligatoria l’assicurazione contro i rischi che derivano da invenzioni o scoperte scientifiche, e’ un concetto che va contro il principio del mercato.

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