Appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Con grande rispetto, il neonato Gruppo di lavoro “RiambientiAMOci”, composto da cittadini attenti da anni alle conseguenze sulla salute umana dell’inquinamento atmosferico, sostenuto dal Circolo culturale “AmbienteScienze” di Cremona e dall’Ecoistituto della Valle del Ticino, si appella al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché ricordi ai responsabili delle istituzioni interessate il rispetto dell’art. 32 della Costituzione italiana: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività …..»

Com’è ben noto, a causa dell’insufficiente ricambio dell’aria dovuto alla morfologia del territorio o a caratterizzanti condizioni atmosferiche, gli abitanti di alcune aree del Paese sono costretti a convivere con una situazione sanitaria che può dirsi drammatica. Il più clamoroso esempio è quello che si registra nelle quattro Regioni della pianura padana, una delle aree più inquinate di Europa e del mondo dove vive circa un terzo della popolazione italiana. In queste Regioni gli abitanti sono costretti ad accettare livelli di mortalità prematura a causa dell’inquinamento dell’aria pari al 65% di quella totale nazionale con una aspettativa di vita inferiore anche di otto mesi rispetto a chi vive in altre Regioni italiane (Progetto V.I.I.A.S.).

A fronte di una inaccettabile sostanziale indifferenza delle istituzioni per la salute dei cittadini, si è costituito in questi giorni il Gruppo di lavoro “Riambientiamoci” avviando il proprio impegno cvile con questa iniziativa giustificata da innumerevoli e comprovate motivazioni di cui, tra le ultime, se ne ricordano solo le seguenti:

  • Il 4 giugno 2015 è stato presentato presso il Ministero della Salute il progetto VIIAS, (Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute), coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio e realizzato nel quadro delle iniziative del Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, dove si legge: «..l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 30mila decessi solo per il particolato fine (PM 2.5), pari al 7% di tutte le morti (esclusi gli incidenti). In termini di mesi di vita persi, questo significa che l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi; 14 per chi vive al Nord, 6,6 per gli abitanti del Centro e 5,7 al Sud e isole. Gli effetti sono maggiori al Nord e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite all’anno.». Lo stesso studio ci indica che «l’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 23mila decessi attribuibili al biossido di azoto (NO2), pari al 4% di tutte le morti (esclusi gli incidenti). Gli effetti sono maggiori al Nord e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe 14.400 vite all’anno (FONTE: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&p=dalministero&id=2096)
  • L’OMS nel settembre 2016 ha pubblicato le stime dei decessi prematuri nel mondo: 6,5 milioni. Il report aveva come premessa la constatazione che il «Il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove i livelli della qualità dell’aria non rispettano i limiti fissati dall’Oms»,
  • L’E.E.A., l’inascoltata Agenzia Europea per l’Ambiente, anno dopo anno ricorda che in Europa per le sole polveri ultrasottili (PM2.5) emesse dalla combustione delle fonti fossili, le morti premature attribuibili sono centinaia di migliaia, di cui alcune decine di migliaia sono in Italia (circa dieci volte quelle per incidenti stradali). A fronte di ciò, purtroppo, dal governo italiano non è stata avanzata all’UE nessuna richiesta di modifica delle norme vigenti riguardanti i limiti delle emissioni a difesa della salute dei suoi cittadini. Anzi, pensando alla recente riscrittura della nuova NEC (National Emission Ceilings), ossia la ridefinizione dei limiti di emissione di alcuni inquinanti atmosferici che devono essere rispettati dagli Stati membri, l’Italia si è comportata con sostanziale disinteresse per la salute dei suoi cittadini.
  • Nelle ultime settimane si sono poi aggiunte anche altre inquietanti notizie: dall’Università di Torino, dove è stato realizzato lo studio “Mapec life”, si apprende che un bimbo torinese su due ha subito mutazioni al dna per colpa dell’inquinamento dell’aria. mentre dal “Public Health Ontario” e dello “Institute for Clinical Evaluative Sciences”, grazie alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica “Lancet”, sappiamo che lo smog favorisce l’aumento dei casi di demenza negli ultrasessantenni.
  • Anche se può apparire lontano dalla rilevanza di queste constatazioni, si fa notare che dal punto di vista dei costi annuali per la nostra sanità pubblica, essi ammontano dai 40 ai 140 miliardi di euro (l’8,5% del Pil).

Firma e fai firmare:

https://secure.avaaz.org/it/petition/Presidente_della_Repubblica_italiana_prof_Sergio_Mattarella_Ricordare_a_tutte_le_istituzioni_che_esiste_lart_32_della_Co/share/?new