La storia degli uomini di scienza “in vendita” continua

Norberto Confalonieri, il primario del famoso “Pini”, il più importante centro ortopedico di Milano, è agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e turbativa d’asta: in cambio di favori e regali, alcune multinazionali del settore delle protesi articolari erano favorite nelle forniture. Ancora una volta un uomo di scienza sembra essersi messo spudoratamente in vendita.
Se questo ogni tanto capita ad un uomo malato di volgare e criminale cupidigia, il “fenomeno” è di ben altra dimensione e natura quando riguarda imprese multinazionali: per i milioni di persone che ne patiscono gli effetti e per i riflessi culturali della seppure lenta accettazione della cosa.
Di questi giorni è pure la notizia della pubblicazione del report: “Buying science” da parte di “Global 2000” (Amici della Terra Austria, membro del PAN Europe) con il supporto di Avaaz, BUND, Campact, CEO, GMWatch, Pesticide Action Network (PAN) in Europa, PAN Germania e Umweltinstitut München, in cui viene smascherato un gravissimo scandalo: Monsanto, Dow e BASF hanno pagato scienziati per cercare di alterare evidenze scientifiche che avrebbero provocato il ritiro dal mercato il micidiale erbicida “Round up” il cui principio attivo, il glifosato, è potenzialmente cancerogeno e incompatibile con un sistema di agricoltura sostenibile.

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Altri e altrettanto gravi sono i casi di uomini di scienza che in questi ultimi 60-70 anni sono stati corrotti da imprese perché i proventi delle loro attività non fossero a rischio.

Subito tornano alla mente due storici esempi:
Il fumo delle sigarette ed il cancro.

Interessantissimo l’articolo del 2015: “Fumo, gli anni bui delle ricerche occulte” di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, dove egli racconta l’impegno illecito, quanto costoso, dell’industria del tabacco per trovare sin dagli anni ’60 chi nel mondo scientifico potesse contestare gli studi che addebitavano al fumo del tabacco gli ormai numero casi di tumore tra la gente.
Le emissioni climalteranti e il riscaldamento globale.

Dal rapporto di Greenpeace “Wanted for crimes against the climate: Charles and David Koch” si apprende che la più grande azienda privata del mondo, la Koch Industries (fatturato annuo supera i 100 miliardi di $), ha investito svariati milioni di dollari per tentare di attribuire ad altra causa e non la responsabilità all’attività dell’uomo, rispetto alle tesi della stragrande maggioranza della comunità scientifica, l’aumento delle temperature del pianeta.
Oltre alla Koch Industries, il report della UCS (Union of Concerned Scientsts) denuncia molte altre Company del settore petrolifero protagoniste di questa operazione di “disinformazione climatica”. L’UCS, dopo avere ottenuto l’accesso a memorandum interni alla American Petroleum Institute, l’Associazione delle Industrie petrolifere americane, ha potuto infatti aggiungere i nomi della BP, Shell, Chevron, Exxon, ConocoPhillips, Peabody Energy, nell’impegno a diffondere “dubbi ed incertezze sulla certezza scientifica della causa dell’attività antropica nel climate change”. Vi si legge anche che un memo del 1988 dice che l’API potrà parlare di “vittoria” quando “il cittadino medio considererà incerta la scienza del clima”.
Per finire, stupisce la posizione “ultralaica” tenuta dal noto e stimato giornalista Paolo Mieli nel momento in cui definisce «uragano di irragionevolezza» con riferimento ai «sostenitori della tesi che questo sia un campo delle certezze assolute». Egli sembra volere ridare fiato ai negazionisti di ciò che l’IPCC afferma, con una affidabilità unanimemente riconosciuta del 95%, sull’urgenza degli interventi per la riduzione dei gas serra. Si ricorda che l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) è un organismo per il controllo dei cambiamenti climatici costituito dai rappresentanti dei governi degli stati membri dell’ONU voluto da due sue Agenzie, l’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) e l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente).

Pubblicato in STUDI E APPROFONDIMENTI

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